PARIGI A PIEDI NUDI

ORARI

Venerdì 18 Maggio: ore 21,00

Sabato 19 Maggio: ore 20,45 – 22,30

Domenica 20 Maggio: ore 16,45 – 18,30 – 21,00

Mercoledì 23 Maggio: ore 21,00

PREZZI

Ingresso € 7,00 – ridotto € 5,00
Mercoledì (tranne festivi e prefestivi e giornata di uscita del film): ingresso € 5,00
Bambini fino a 3 anni ingresso gratuito
Bambini da 4 a 12 anni ingresso ridotto € 5,00
Over 60 ingresso ridotto € 5,00

INFO

Titolo originale:                Paris pieds nus

Nazione:                             Francia, Belgio

Anno:                                   2016

Genere:                               Commedia      

Durata:                              83‘ 

Regia:                                 Dominique Abel, Fiona Gordon

Cast:                                    Fiona Gordon, Dominique Abel, Emmanuelle Riva, Pierre Richard, Emmy Boissard Paumelle, Céline Laurentie, Charlotte Dubery, David Palatino

Produzione:                       Courage Mon Amour, Moteur S’il Vous Plaît, CG Cinéma

Distribuzione:                   Academy Two

Sito ufficiale:                      www.lostinparis.oscilloscope.net

TRAMA

Fiona visita Parigi per la prima volta quando si reca in città per aiutare la zia Martha, ormai molto in là con gli anni. Una miriade di contrattempi la coinvolgeranno specialmente quando si trova in compagnia di Dom, un senzatetto del luogo…

TRAILER

RECENSIONE

L’allampanata Fiona arriva a Parigi dal gelido Canada, alla ricerca dell’anziana zia Martha, una ex ballerina che vive nella capitale francese da 40 anni e dalla quale ha ricevuto una lettera preoccupante. La donna infatti fugge e si nasconde per non essere mandata in casa di riposo. Inizia così una ricerca che sembra girare in tondo e al cui interno si inserisce Dom, un vagabondo che si innamora di Fiona dopo averne ritrovato lo zaino, affondato nella Senna.

Parigi a piedi nudi, quinto lungometraggio di Fiona Gordon e Dominique Abel, una coppia di artisti sessantenni – lei canadese, lui belga – che si rifanno alla tradizione della clownerie, è il primo che dirigono da soli e l’unico, per ora, che arriva nelle nostre sale. Ed è una bella scoperta, leggera e divertente, che riporta sugli schermi una commedia fisica e a tratti cartoonesca, dove lei, col suo aspetto segaligno e la buffa goffaggine, ricorda la mitica Olivia di Braccio di Ferro. Ed è indubbiamente un film insolito, di una poesia surreale, che omaggia il maestro Jacques Tati e le stelle del cinema comico muto, senza dimenticare il musical e i classici ambientati nella Ville Lumière come Ultimo tango a Parigi (citato nella colonna sonora di Gato Barbieri) e A nous la liberté (A me la libertà) di René Clair.

Fiona, la zitella bibliotecaria dai capelli rossi col suo stentato francese e Dom, l’eloquente clochard un po’ ladro ma galante come Arséne Lupin e impeccabile danseur, sono due bizzarri outsider destinati a vivere la loro storia in vari luoghi della città: l’Isola dei Cigni con la replica della Statua della Libertà, il Quartiere Latino, il cimitero del Pére-Lachaise. i ponti sulla Senna e le sue banchine, fino alla torre Eiffel, dove si arrampicano in una bella sequenza alla Buster Keaton. Si incontrano, si perdono, si ritrovano mentre cercano altro, perdono e trovano qualcosa.

A distinguere i protagonisti dai loro alti modelli comici è il fatto di affrontare temi seri come l’amore, il sesso, la vecchiaia e la morte, filo conduttore di una storia che li declina tra una gag e l’altra, riportandoli ai fenomeni naturali che sono e ridicolizzando i rituali sociali che li accompagnano. E’ esemplare in questo senso tutta la sequenza al cimitero, a partire dall’eloquente orazione funebre di Dom: le parole che ricordano le doti e i lati positivi del caro estinto vengono ribaltate in un’invettiva improvvisata, che potrebbe essere adatta a chiunque, un crescendo irresistibile che nessuno interrompe se non per osservare, alla fine dell’appassionato e furioso discorso, che non si conosce mai veramente qualcuno.

Alle molte gag e ai virtuosismi che i clown si riservano nel loro teatrino (come la bella scena del tango sul barcone ristorante, che dimostra l’affiatamento decennale tra i due), fa da contraltare nella sua ultima apparizione un’attrice splendida come Emmanuelle Riva, già ammalata ai tempi delle riprese. Con la sua risata argentina e la vitalità birichina di un’adolescente nel corpo di una minuta signora di 88 anni, interpreta la zia Martha con palese divertimento, avvicinandosi con danzante leggerezza ad un addio alle scene e alla vita appropriato per una donna anticonformista come lei. Il balletto che lei e il attore comico Pierre Richard improvvisano seduti sulla panchina (il film, del 2016, precede La forma dell’acqua di del Toro) è la glassa sul “beignet” di una storia che si conclude, saggiamente, dopo 80 minuti. Se è infatti divertente assistere all’irruzione di due alieni in un mondo a cui non appartengono, alla lunga il gioco rischierebbe di diventare ripetitivo e di stancare. Tra i due, Dominique Abeldimostra doti da vero attore, mentre Fiona Gordon si affida più alla mimica e resta fedele fino alla fine al suo personaggio da cartone animato.

Daniela Catelli – www.comingsoon.it