VENEZIA 2018 – Dalla nostra inviata speciale…

Ringraziamo sentitamente la nostra Anna Franceschelli che puntualmente ci offre il suo punto di vista da inviata speciale alla 75ma Mostra del Cinema di Venezia!

“Venezia 75

29 agosto-8 settembre 2018.

Il 28 agosto , come da qualche anno a questa parte , anche noi del Cinema Don Fiorentini eravamo in coda al Pala Casinò della Città del Cinema a Lido di Venezia , con tanti altri appassionati , per goderci  l’avventura…

Il clima dell’edizione 2018 è stato particolare . Quello meteorologico ci ha regalato scrosci e acquazzoni alternati a sole cocente che non hanno comunque scalfito la resistenza dei cinefili , quello invece più sottile , il sottofondo umano e culturale, ci è parso più ricco e complesso rispetto alle altre edizioni , con opportunità di visione tali da soddisfare ogni genere di sguardo.

Procediamo per ordine puramente cronologico di pellicole visionate :

FIRST MAN” , film di apertura ,di produzione spielberghiana , che come  quasi tutti i suoi film saprà incontrare un pubblico trasversale : l’avventura epica di Neil Armstrong , eroe silenzioso , che con la sua competenza scientifica , il rigore e la resilienza alle vicende della vita sua e dei collaboratori , vincerà la sfida dello spazio e per primo lascerà la sua memorabile orma sul suolo lunare .

SULLA MIA PELLE” , visto in sala con i familiari di Stefano Cucchi , che ha annichilito e commosso il pubblico per la tragicità della vicenda reale e per la straordinaria interpretazione degli attori , in particolare Alessandro Borghi .

JOSE’ ”: la vicenda umana di un ragazzo omosessuale in Sud America povero e bigotto.

THE MOUNTAIN”: Nonostante Jeff Goldblumm, la fotografia e la luce della pellicola ,ci ha deluso. Nell’America degli anni cinquanta un medico psichiatra che pratica la lobotomia ai pazienti più gravi dei manicomi , porta con sé un ragazzo  rimasto orfano, ai limiti dell’autismo ma straordinariamente abile nel fare fotografie che pagherà il prezzo di un’esperienza ai limiti della crudeltà.

YUVA”, film silenzioso , immerso nella Natura, moderna allegoria del “ buon selvaggio” che tenta di sottrarsi ed isolarsi dal fagocitante mondo della città e del progresso.

Al Lido è sbarcata anche una regista imolese , Margherita Ferri , curriculum internazionale e pubblico anche imolese alla prima proiezione in sala Giardino di “ZEN SUL GHIACCIO SOTTILE” . Nell’Appennino emiliano , tra il ghiaccio della montagna e quello della pista di hokey , il film narra una stagione importante della storia di Maia, adolescente campionessa di hockey , che deve accettare e fare accettare la sua diversità ai coetanei e agli adulti. Delicato, nonostante il tema , terribile come talvolta è l’adolescenza e molto vero .

IL RAGAZZO PIU’FELICE DEL MONDO”, del fumettista Gipi: spunto autobiografico per una trama curiosa , a tratti paradossale , divertentissimo… …l’irriverente colonna sonora finale soprattutto.

SAREMO GIOVANI E BELLISSIMI”, esordio promettente di Letizia Lamartire: il rapporto viscerale e quasi morboso tra una madre , ex talentuosa cantante che dopo il successo di un unico tormentone estivo, continua a calcare i palchi di periferia accompagnata alla chitarra proprio dal figlio. Un passato irrisolto per entrambi , un desiderio di futuro soffocato , anzi un futuro anteriore che risani e corregga ciò che sembra irreversibile.

BETES BLONDES” : film francese surreale , a tratti respingente , ma intrigante come i paradossi e come il paradossale protagonista , star di sit- com smemorato  che incontra personaggi e situazioni curiosi quanto lui.

AT ETERNITY’S GATE”: Schnabel alla prova di regia dimostra ancora una volta come la mano del grande artista faccia la differenza anche dietro la macchina da presa. Molti movimenti “ a spalla” e in soggettiva , ad esprimere il disordine e l’intensità interiore di un grande artista come Van Gogh , così vicino al Paradiso per il dono ricevuto dal cielo e che la sua arte esprime , ma anche all’inferno di un’esistenza mai risolta. Dafoe non smentisce la sua bravura e il suo volto scavato, rugoso e sofferente è straordinariamente somigliante ai numerosi autoritratti . Il più vicino al vero Van Gogh , ispirato quanto lo fu l’artista.

SUNSET”, prova del regista premio Oscar con “Il figlio di Saul” : Budapest 1913-1915 , il tramonto di un Impero attraverso gli occhi di Irits, modista alla ricerca delle sue origini nella cappelleria di famiglia. Labirintico , a tratti oscuro , a tratti sontuoso e luminosissimo, difficile , ma da vedere e da metabolizzare per le riflessioni sull’attualità di cui è sicuramente metafora.

LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO”, dalla graphic novel di Zerocalcare , molto applaudito dai fan del fumettista , mette in scena il quotidiano di Zero , il protagonista , la precarietà del suo lavoro nella periferia romana , gli amici stravaganti e la sua buona-cattiva coscienza , un armadillo parlante , tanto improbabile quanto goffo , simpatico e curioso.

LA NOCHES DE 12 ANOS”: Film necessario , se ancora non conoscessimo le storie degli eroi che hanno resistito e resistono ad ogni forma di privazione della libertà e dittatura. La storia vera della lunga prigionia di Pepe Mujica , futuro presidente uruguaiano , e di due compagni di lotta, affamati, deprivati e torturati per 12 anni nelle carceri di regime . Ma l’abbruttimento non ha loro successivamente impedito di essere protagonisti e politici nel mondo del presente , tutelando gli stessi valori che li condussero alla prigionia. Commovente Mujica, il presidente “ contadino” che esce dal carcere con una piantina coltivata e cresciuta con amore… in un pitale .

VOX LUX” , del regista più giovane presente alla Mostra, Brady Corbet ,ennesima dimostrazione della versatilità di Natalie Portman , ragazzina scampata ad una strage che diventa una rock star dei giorni nostri. Colonna sonora emotivamente coinvolgente , ma la trama , con tanti spunti alla contemporaneità e ad altre drammatiche stragi in America e altrove , poteva essere forse meno frettolosa.

WERK OHNE AUTOR”, opera senza autore, che dopo il magnifico esordio con “ Le vite degli altri” utilizza uno degli attori protagonisti , il bravissimo Sebastian Koch nelle vesti di un medico connivente con la sperimentazione nazista, in una vicenda che attraversa gli anni della storia tedesca  dalla guerra alla repubblica federale e all’erezione del Muro. Vorrebbe essere un tributo all’Arte, alla potenza del suo messaggio , alla magia creativa di chi ne possiede gli strumenti ed alla suggestione che essa provoca , ma 188 minuti risultano ridondanti. Notevoli le riproduzioni di opere mai più viste dopo l’esposizione dedicata all’ Arte “ degenerata” e le ricostruzioni ambientali , curatissime nei dettagli e nei paesaggi di sottofondo.

ARRIVEDERCI SAIGON” :Tenero e a tratti malinconico docu-film sull’avventura reale della band di ( ex)ragazze toscane “ The Stars” che, sognando un tour in Oriente, si trovò alla fine degli anni Sessanta , per una serie di incredibili imprevisti , nel sangue della guerra del VietNam. Sogni ,disillusioni. libertà , politica e musica.

RICORDI?” Visto in sala coi protagonisti , accanto a Luca Marinelli che si conferma essere una grande promessa del cinema italiano, per la diligenza , l’intensità e l’umiltà con cui affronta ogni sua prova attoriale. Il film ripercorre l’amore di una coppia tra nostalgia , aspettative e sogni infranti come tante delle nostre in maniera molto poetica.

UN GIORNO ALL’IMPROVVISO” : Anna Foglietta , “ mommy” sopra le righe , disturbante talvolta , che tenta di vivere afferrandosi disperatamente al figlio , in una realtà di contorno, brutta, sporca ed anche cattiva.

IL BANCHIERE ANARCHICO”: Tratto dall’omonimo “ racconto di raziocinio” di Fernando Pessoa , mette in scena con coraggio l’ossimoro dell’essere spudoratamente ricchi e allo stesso tempo anarchici. Nel dialogo teatrale tra gli unici due personaggi sulla scena egli argomenterà e motiverà la sua anarchia , convincendo quasi lo spettatore della verità del suo messaggio.

UN PEUPLE ET SON ROY” : Gli ultimi mesi di Luigi XVI , la presa della Bastiglia , il tentativo di fuga , il processo e la condanna. I Deputati e il popolo fino alla decapitazione finale. Grande potenza visiva , costumi straordinari e di verità filologica ineccepibile . La Rivoluzione francese incanta ancora una volta…

Chiudiamo in bellezza coi lungometraggi con il film di Andò “UNA STORIA SENZA NOME” : trama intrigante , attori bravi ed ancora un tributo all’arte ed alla storia vera che ha intrecciato il furto di un Caravaggio alla mafia . Si ride , si ride amaro ed alla fine ci si commuove un po’ , attori ,personaggi , spettatori che si confondono quasi si fosse fatto “ uno strappo nel cielo di carta…” per celebrare comunque la grande magia del cinema , che ci consente di vivere le storie di cui siamo spettatori e nelle quali ci immedesimiamo , perché l’Arte , qualsiasi essa sia , e Venezia 75 lo riprova appartiene a tutti.

Due parole per concludere sui cortometraggi , che saranno forse trampolino di lancio, come lo sono state in passato , per “ maestri” futuri. Tanti ,curiosi , godibili e non , ma fra i tanti segnalerei due italiani “SUGAR LOVE” : l’amore di marzapane fra le due statuette che sovrastano la classica torta degli sposi . E che si amano molto di più degli sposi stessi… E  l’ironico “FINO ALLA FINE” , cast gomorriano , “sgarro” gomorriano con relativa punizione …epilogo esilarante , specie per i tifosi di calcio …ma non spoileriamo troppo. Arrivederci in sala, con o senza pop corn…”

A.F