NON CI RESTA CHE VINCERE

ORARI

Venerdì 14 Dicembre: ore 21,00

Sabato 15 Dicembre: ore 22,30

Domenica 16 Dicembre: ore 21,00

PREZZI

BIGLIETTO INTERO € 7,00

BIGLIETTO RIDOTTO € 5,00
• BAMBINI da 4 a 12 anni
• ADULTI oltre 60 anni
• PORTATORI DI HANDICAP
• GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
• MILITARI
• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO
ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-
ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

INFO

Titolo originale: Campeones
Nazione: Spagna 
Anno: 2018 
Genere: Commedia 
Durata: 124′ 
Regia: Javier Fesser
Sito ufficiale:  www.morenafilms.com/en/peliculas/campeones-2/
Cast: Javier Gutiérrez, Athenea Mata, Juan Margallo, José de Luna, Sergio Olmo, Jesús Vidal, Gloria Ramos, Alberto Nieto Ferrández, Julio Fernández, Jesús Lago, Fran Fuentes, Roberto Chinchilla, Stefan López, Luisa Gavasa, Luis Bermejo 
Produzione:  Morena Films, Movistar+, Películas Pendelton 
Distribuzione: Bim Distribuzione

TRAMA

Marco è allenatore di una squadra di basket professionista di alto livello. Sorpreso alla guida in stato di ebrezza viene condannato a una pena d’interesse generale. Per ordine del giudice deve quindi organizzare una squadra di basket composta da persone con un deficit mentale. Ciò che era cominciato come una pena si trasforma in una lezione di vita sui pregiudizi sulla normalità…

TRAILER

RECENSIONE

Non ci resta che vincere, così la disabilità fisico-mentale viene raccontata senza freni e carinerie ma con rispetto.

Un allenatore strafottente e arrogante, un gruppo di disabili che gioca un basket tutto da decifrare, una lezioncina etica che brilla come una favola. Inchinatevi a Non ci resta che vincere, film diretto da Javier Fesser campione d’incassi del cinema spagnolo (quasi 19 milioni di euro, oltre tre milioni di spettatori) dove la disabilità fisico-mentale è raccontata senza freni e carinerie riuscendo a divertire con rispetto.

Marco (Javier Gutierrez) è il coach in seconda dell’Estudiantes, team madrileno della Liga ACB spagnola. L’ennesimo scontro a suon di pugni, a bordo campo, con l’allenatore capo lo fa uscire di scena tra incredulità di tifosi e giocatori. Non pago della lite, e con una vita sentimentale a pezzi, Marco alticcio e imbestialito tampona perfino un’automobile della polizia. Finirà licenziato dal suo lavoro e condannato a nove mesi di servizi sociali durante i quali dovrà allenare la squadra dei disabili “Los Amigos”. Prima cercherà in ogni modo di sottrarsi dall’obbligo, ma poi darà senso alla sua esperienza e competenza professionale aiutando gli altri, in uno slancio di generosità che non pareva nelle sue corde. Le premesse sono ovviamente melense e trite, ma Javier Fesser e David Marques allo script impongono un ritmo rapidissimo alla singole sequenze di allenamento e conoscenza dei membri della squadra, di gioco e confronto con la società circostante, facendo correre a mille anche l’aspetto comico e sociologico che permea l’intera opera.

A tratti dissacrante, in altri momenti gioiosamente folle, l’impatto di Marco con i ragazzi disabili possiede il giusto equilibrio per una commedia che sa presentere senza filtri la presunta “anormalità”. Lo sguardo di Fesser è sincero e naturale proprio come sinceri e naturali sono gli attori del film: non professionisti disabili che recitano la loro quotidianità fatta di mancanza di pregiudizi e limiti nel dire le cose come stanno. Tutta l’infilata iniziale degli allenamenti all’interno della palestra sgangherata è forse la parte più spassosa e riuscita del film. Osservate infine con che fare mimetico Gutierrez (visto già, almeno in Italia nell’ottimo La Isla Minima) rifà tic e idiosincrasie del classico tignoso e precisino allenatore di basket.

Il complicato castello teorico tattico di pick and roll, dai e vai e compagnia, è racchiuso in uno stiloso atteggiamento da primo della classe a cui, improvvisamente, tocca l’obbligo di una forzata semplificazione del modo di vivere che è anche un bagno di straordinaria umiltà. Fesser nel 2008 aveva girato Camino, film “scandaloso” sul caso di Alexia Gonzalez-Barros, una bimba morta a 14 anni di cancro, cresciuta in una famiglia vicina all’Opus Dei e in odore di santità, che il regista rese nel film meno ascetica e più umana provocando le ire cattoliche spagnole. In originale il titolo fa Campeones e tenerlo così male non faceva. Non ci resta che vincere è il film candidato per la Spagna all’ambita cinquina dell’Oscar per il film in lingua straniera.

Davide Turrini –  www.ilfattoquotidiano.it