DOLOR Y GLORIA

 

ORARI

Venerdì 17 Maggio: ore 21,00

Sabato 18 Maggio: ore 21,00

Domenica 19 Maggio: ore 16,30 – 18,30 – 21,00

Mercoledì 22 Maggio: ore 21,00

PREZZI

BIGLIETTO INTERO € 7,00

BIGLIETTO RIDOTTO € 5,00
• BAMBINI da 4 a 12 anni
• ADULTI oltre 60 anni
• PORTATORI DI HANDICAP
• GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
• MILITARI
• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO
ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-
ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

INFO

Titolo originale: Dolor y gloria

Nazione: Spagna

Anno: 2019

Genere: Drammatico

Durata:  113 min

Regia: Pedro Almodóvar 

Cast: Penélope Cruz, Antonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Raúl Arévalo, Cecilia Roth, Julián López

Produzione: El Deseo

Distribuzione:   Warner Bros Italia

TRAMA

Dolor y Gloria racconta una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto.
Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni ‘60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna; il primo desiderio; il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni ‘80; il dolore della rottura di questo amore quando era ancora vivo e palpitante; la scrittura come unica terapia per dimenticare l’indimenticabile; la precoce scoperta del cinema ed il senso del vuoto, l’incommensurabile vuoto causato dall’impossibilità di continuare a girare.

Dolor y Gloria parla della creazione artistica, della difficoltà di separarla dalla propria vita e dalle passioni che le danno significato e speranza. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza….

TRAILER

RECENSIONE

‘Dolor y Gloria’, Almodóvar e la storia di una vita. La racconta Banderas, nei panni del regista.

Sarà nei cinema italiani a maggio il nuovo film del regista spagnolo, protagonista il suo attore-feticcio nei panni di un autore cinematografico sul viale del tramonto. Penelope Cruz è sua madre. 

“Non sei stato un buon figlio”, dice l’anziana madre al maturo Salvador Mallo, un Antonio Banderas troppo uguale a Pedro Almodóvar per lasciare spazio ai dubbi. Certo che è lui. “Tutti i miei film mi rappresentano, e questo di certo mi rappresenta di più, ma è anche vero che, pur iniziando a scrivere sulla base di qualcosa che conosci bene, poi il racconto trova la strada per convertirsi in finzione”, ha detto il regista in un’intervista a El Paìs parlando di Dolor y Goria, il suo nuovo film che in Italia arriverà a maggio con Warner Bros. e che in Spagna ha incassato un milione 200 mila euro nei primi giorni dell’uscita (il 22 marzo) diventando il migliore debutto in sala spagnolo dall’inizio del 2019. Nel cast, oltre a Banderas ci sono Penelope Cruz (la madre di Salvador, Jacinta, da giovane), Asier Etxeandia, Cecilia Roth, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Raùl Arévalo, Julieta Serrano. 

La storia di Dolor y Gloria è quella di un uomo di sessant’anni vittima di una grave depressione dovuta a diverse cause: dall’età (“era giovane negli anni Ottanta, pensa di poter continuare a vivere in quello stesso modo esplosivo”), un intervento chirurgico che gli ha lasciato dolori diffusi e soprattutto gli impedisce di muoversi come prima, la sensazione che quella pessima forma fisica gli impedirà di tornare a girare un film. Infine la solitudine, perché “se non rispondi più al telefono e non telefoni più – dice il regista – in due anni tutti si sono dimenticati di te”. Che cosa si guadagna da questa situazione? Molto tempo a disposizione. Che disorienta, confonde, crea spazi per pensare. Complici soprattutto il mix di farmaci e la dipendenza da eroina.

E così, Salvador Mallo inizia a ricordare. E Dolor y Gloria racconta i suoi “ricongiungimenti”, alcuni fisici, altri re-immaginati, o ritrovati nella memoria. La sua infanzia negli anni Sessanta, quando con i genitori emigrò in cerca di fortuna a Paterna, nella provincia di Valencia; e sua madre, la figura centrale di quel periodo nello sforzo di tenere unita la famiglia. Il primo desiderio. Il primo amore, da adulto, nella Madrid degli anni Ottanta. Il dolore seguìto alla rottura di quell’amore, ancora vivo. La scrittura come unica terapia per dimenticare l’indimenticabile. La scoperta del cinema. Il senso del vuoto causato dall’impossibilità di continuare a girare film. Il cinema che era l’unica soluzione contro il dolore, l’assenza e il vuoto. Dolor y Gloria parla della creazione artistica, della difficoltà di separarla dalla propria vita e dalle passioni che le danno significato e speranza. Nel recupero del suo passato, Salvador sente la necessità di narrarlo, e in quel bisogno trova anche la sua salvezza.

Il film diventa così, idealmente, l’ultima parte di una trilogia  – lunga trentadue anni – sulla creazione spontanea, insieme a La legge del desiderio e La mala educación. In tutti e tre i film il protagonista è un regista cinematografico e, in tutti e tre, le basi della narrazione sono il desiderio e la finzione cinematografica – benché diverso sia il modo in cui questi due elementi si intrecciano.

Fra gli altri temi, in Dolor y Gloria anche due storie d’amore, determinate dal tempo e dal caso, che hanno segnato la vita del protagonista: il momento in cui per la prima volta si manifesta l’impulso del desiderio, a 9 anni, così intenso da farlo svenire. La seconda, vissuta nel momento di massima vitalità degli anni Ottanta quando la Spagna celebrava la democrazia e la libertà. E quando “ogni notte Banderas ed io uscivamo insieme – ricorda Almodóvar – per questo ho scelto lui per questo ruolo. Avevo qualche alternativa in testa, ma sapevo che nessuno avrebbe potuto interpretarlo come lui. Perché molte delle cose che racconta questo film lui le ha vissute al mio fianco”.

Alessandra Vitali – www.repubblica.it