SDC DAYS – 70° anniversario ACEC

Roma 6-8 dicembre 2019

Emozionanti, formativi, appassionanti!

Ma, ‘si chiederanno i miei piccoli lettori’ (chiosando, non a caso, Collodi: esce una bellissima versione cinematografica di ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone proprio i questi giorni), cosa sono gli Sdc days e cos’è l’ACEC?
Partiamo da ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema): l’ACEC-Sdc ‘opera nell’ambito della comunicazione sociale e del cinema in particolare, con finalità pastorale e culturale’. È nata nel 1949 da un ramo dell’Azione Cattolica (quest’anno celebra il 70° anniversario).

Una sala della comunità (SdC) ‘si configura come luogo che fa della multimedialità (cinema, teatro, musica, iniziative culturali ecc..) uno strumento di ‘azione pastorale’. Perciò la relativa programmazione cinematografica e multimediale deve rispondere a finalità precipue di formazione sociale, culturale e religiosa’.

Il cinema-teatro ‘donfiorentini’ è una sala della comunità associata all’ACEC, la quale organizza gli SdC days, cioè giornate di formazione, informazione e confronto sui diversi aspetti che riguardano la conduzione di una sala della comunità: il presidente, don Adriano Bianchi, ci ha ricordato le finalità della nostra associazione; professionisti del settore ci hanno fatto esplorare nuove vie di comunicazione e promozione e ci hanno permesso di confrontarci su diversi contenuti, aspetti tecnici e normativi nonché di interrogarci sulla sfida con le piattaforme digitali.


Per me era la prima partecipazione a questo tipo di evento ed è stato arricchente per tanti motivi: incontrare volontari delle sale delle comunità da tutta Italia (dalla Valle d’Aosta a Pantelleria) e trovare in loro la stessa passione con cui affrontare soddisfazioni ed ostacoli e sentirsi parte di
qualcosa di grande che opera nella Chiesa; ricevere informazioni su aspetti concreti, ascoltare gli interventi dei referenti delle diverse associazioni del cinema (ANICA, ANEC, FICE) e della cultura (MIBACT e MIUR) e cominciare a rendersi sempre un po’ più conto dei meccanismi di questo bellissimo ma complicato mondo del cinema; incontrare autori che si raccontano dal vivo (Edoardo De Angelis, Matteo Garrone, Gianni Amelio, Gabriele Muccino ma anche l’umanità e la simpatia di Paola Minaccioni e Ficarra e Picone).

Ma l’incontro che più rimane nel cuore è senz’altro stato quello con Papa Francesco nella Sala Clementina del meraviglioso Palazzo Apostolico in Vaticano.

Come dimenticare il suo sorriso deciso, profondo, incoraggiante. Un estratto delle sue parole:

COMUNIONE. Il cinema si sa è un grande strumento di aggregazione. (…) Anche le vostre realtà associative sono valutate sulla capacità di aggregare o, meglio, di costruire comunione: “Noi cristiani siamo chiamati a manifestare quella comunione che segna la nostra identità di credenti. La fede stessa, infatti, è una relazione, un incontro” (Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2019). Senza la comunione, all’aggregazione manca l’anima.

CREATIVITÀ. L’arte cinematografica, come ogni espressione artistica, è frutto della creatività, che rivela la singolarità dell’essere umano, la sua interiorità e intenzionalità.(…) Vi incoraggio a dare spazio alla creatività, immaginando e costruendo nuovi percorsi.

VISIONE. La visione di un’opera cinematografica può aprire diversi spiragli nell’animo umano. Tutto è connesso all’intenzionalità posta nella visione, che non è semplice esercizio oculare, ma qualcosa di più. È lo sguardo posto sulla realtà, capace di vedere le cose e di vedere dentro le cose.
Vi esorto a vivere la vostra passione e la vostra competenza con senso e stile ecclesiale: è la miglior medicina per non cadere nell’autoreferenzialità, che sempre uccide. Il Signore vi aiuti a camminare in comunione, con creatività e con uno sguardo attento.”

Mi porto a casa: il desiderio più consapevole e crescente di fare comunione tra noi volontari in sinergia con la nostra parrocchia, con la diocesi ed il territorio, con le altre sale della comunità, affinché possiamo essere sempre più uno strumento utile e vero nelle mani del Signore che vuole far arrivare a tutti, ad gentes, il suo desiderio di farsi conoscere e lasciarsi da Lui amare, come ci ha fatto sapere fin dalla decisione di far nascere suo Figlio a questo mondo in una stalla, lontano dagli ambienti ritenuti giusti e consoni. Perciò che sia un buon Natale, lasciandoci scardinare nelle nostre sicurezze dal Signore…anche attraverso le esperienze che cinema e teatro ci danno la possibilità di vivere!

Grazie ACEC!

Irene Gambetti (volontaria “donfiorentini”)